La Polenta taragna è uno di quei piatti che, ogni volta che lo preparo, mi riportano immediatamente tra le montagne della Valtellina, dove ho avuto la fortuna di assaggiarla per la prima volta in una piccola locanda a conduzione familiare. È un contorno gustoso e sostanzioso, dal carattere rustico e autentico, preparato con farina di grano saraceno e farina di mais: è proprio il grano saraceno a regalarle il suo tipico colore scuro e un sapore deciso, leggermente tostato.
Nata come piatto povero della tradizione lombarda, deve il suo nome al “tarai” (o “tarel”), il bastone di legno con cui si “tarava”, cioè si girava, la polenta nel paiolo di rame. Mi affascina pensare a questo gesto lento e ripetuto, simbolo di una cucina fatta di pazienza e condivisione. A differenza della polenta classica, qui entrano in gioco ingredienti che la rendono ancora più avvolgente: burro e formaggio Bitto o, come preferisco io, il Casera, che si scioglie creando una consistenza cremosa e filante irresistibile.
Per me la polenta taragna è il comfort food per eccellenza, ideale nelle giornate fredde d’autunno e d’inverno, magari dopo una passeggiata all’aria aperta. Anche se nasce come piatto unico, amo servirla accanto a salumi saporiti, alla salsiccia luganega, allo stinco di maiale o a uno stufato: l’equilibrio tra la sua morbidezza e la sapidità della carne è semplicemente perfetto.
È una ricetta che parla di convivialità: la porto in tavola quando voglio riunire famiglia e amici attorno a qualcosa di caldo, genuino e profondamente legato alla tradizione.
Polenta taragna
Presentazione
La Polenta taragna è un contorno gustoso e sostanzioso preparato con farina di grano saraceno, che le conferisce il suo tipico colore scuro. Un piatto tradizionale della cucina povera lombarda, diffuso soprattutto nella regione alpina della Valtellina, deve il suo nome al “tarai” (o “tarel”), il bastone di legno utilizzato per “tarare” (girare) la polenta. La farina di grano saraceno non è l’unico ingrediente che la differenzia dalla polenta classica, preparata solo con farina di mais. Si aggiungono infatti burro e un formaggio semigrasso tipico della zona. Benché nasca come piatto unico, spesso lo si accompagna a salumi o secondi piatti a base di carne, come salsiccia luganega, stinco di maiale e stufati di selvaggina.
Utensili necessari: Ciotola, Frusta, Mestolo di legno, Pentola.
Ingredienti
Preparazione
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Versate l’acqua in una pentola con bordi alti, salatela e scaldatela a fuoco dolce.
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Mescolate le farine in una ciotola. Tagliate il formaggio a cubetti e il burro a tocchetti.
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Quando l’acqua è tiepida, versateci a pioggia le farine mescolando continuamente con una frusta.
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Da questo momento, la polenta deve cuocere per circa un’ora. Continuate a mescolare dolcemente con la frusta, senza fermarvi, fino a quando la polenta non inizia ad addensarsi, dopo circa 25 minuti. Poi proseguite con un mestolo di legno.
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Quando la polenta forma una crosticina sul fondo e sui bordi della pentola (circa a 15 minuti dalla fine), aggiungente il burro. Fatelo sciogliere continuando a mescolare.
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A 5 minuti dalla fine, aggiungete il formaggio. Prima che questo sia completamente sciolto, togliete la polenta dal fuoco e servitela.
Consigli
- Se avete bisogno di cambiare le dosi della ricetta, ricordate che le proporzioni dovranno essere: due parti di farina di grano saraceno e una parte di farina di mais, all’incirca due parti di formaggio e una parte di burro.
- La polenta taragna deve cuocere per un tempo totale di circa un’ora se si utilizzano farine classiche. Se invece si utilizzano farine per polenta instantanee, riducete i tempi seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.
- Per un piatto più sostanzioso, aumentate il quantitativo di burro a 90 g e di formaggio a 150 g. Per un sapore più intenso, sostituite il Casera con il Bitto.
- Si consiglia di consumare la polenta taragna appena pronta. Potete comunque conservarla in frigorifero, in un contenitore ermetico, per massimo 2 giorni, scaldandola prima di servirla.
